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Olistica:concetti fondamentali

CONCETTI FONDAMENTALI
DELLA MEDICINA OLISTICA INTEGRATIVA


I - Continuare le terapie in atto prescritte dallo specialista ed aggiungere la terapia olistica tenendo conto delle eventuali integrazioni ed eventuali sinergismi tra i farmaci usati.

II - Curare
tutta la persona, tenendo presente che i cinesi cinquemila anni fa integravano mente e corpo con Yin e Yang, Maimonide nel cinquecento si riferiva al nostro corpo con “i suoi diecimila organi diecimila volte combinati in esso” , Cullen nel settecento e tanti altri in maniera empirica, nei secoli conoscevano il concetto olistico della vita.
Negli anni settanta, dopo la scoperta del primo neurotrasmettitore (l’attuale serotonina) da parte del nostro grande farmacologo Vittorio Erspamer, è stato possibile dimostrare scientificamente ciò che gli antichi avevano intuito, aiutati nella ricerca dall’utilizzo de traccianti neuroanatomici
Infatti il nostro Scapagnini ha pubblicato il primo testo in Italia di
PNE nel 1982, seguito nell’89 dalla PNEI. Nell’88 invece è nata la prima rivista al mondo dedicata a quella che già si sta affermando come la Medicina del Futuro: Progress in Neuro Endocrino Immunology, editors Mac Leod, Blalock, Martin e, unico ricercatore italiano, Scapagnini.





Da segnalare Bottaccioli ed altri che in maniera scientifica hanno riunito la medicina prima nella Psico-Neuro-Endocrinologia
(PNE) , giungendo negli anni ottanta alla Psico-Neuro-Endocrino-Immunologia ( PNEI).

CONCETTI TERAPEUTICI


1° concetto: Agire sull’ipotalamo, che regola tutte le nostre funzioni biologiche, e sul cervello in toto.

2° concetto: agire sul metabolismo epatico con l’efficacissima ademetionina.

3° concetto: agire su tutto l’albero circolatorio. Dal macro al microcircolo per mezzo della citicolina e della pentossifillina.

4° concetto: fornire energia ai neuroni cerebrali ed al miocardio per mezzo del frutttosio 1, 6 difosfato.

5° concetto: eliminare i radicali liberi per mezzo del glutatione ridotto

6° concetto: eliminare
lo stress, causa e conseguenza di ogni malattia.

7° concetto: a questo scopo è necessaria un’ indagine psicologica dell’eventuale stress
prenatale, infantile ed adolescenziale del paziente.

8° concetto: attivare gli enzimi: molte patologie di difficile diagnosi sono dovute alla carenza di un enzima noto o ancora da scoprire, speriamo in un prossimo futuro. Il Co enzima A di Lipmann (Co Alip) è appunto l’importante cofattore attivatore di numerosi enzimi noti e, probabilmente, anche da scoprire, quindi non è errato pensare che anche da solo sia in grado di risolvere alcune patologie incurabili.

9° concetto: l’ipotalamo: Harvey Cushing scrisse nel 1929: “qui, in questa macchia ben nascosta, appena copribile con un’unghia di pollice, è presente la molla principale dell’esistenza primordiale vegetativa, emozionale, riproduttiva”.

10° concetto: la via di introduzione: poiché si parla di malattie resistenti alla normali terapie è necessario ricorrere alla via endovenosa in quanto la sola più efficace delle vie orale, intramuscolare e sottocutanea. E poiché ogni paziente è stressato dalla vita moderna e dalla malattia, intossicato dall’inquinamento acustico, alimentare, ambientale e da frequenti effetti collaterali dei farmaci, immediatamente si procede a curare lo stress, la funzionalità epatica, ad eliminare i radicali liberi sempre e soltanto per via endovenosa.

11° concetto: l’associazione dei farmaci: una regola a tutti nota della farmacologia prescrive di non associare due farmaci assieme poiché dalla associazione di due molecole ne potrebbe derivare una terza pericolosa per la nostra salute.

Probabilmente il merito maggiore di questa terapia è quello di aver potuto superare questo ostacolo in maniera molto semplice e sicura scegliendo i “biofarmaci” costituiti da sostanze che convivono nel nostro corpo dalla nascita alla nostra morte. A meno che non vi sia quindi una patologia autoimmune non si vede perché poche sostanze tra le innumerevoli necessarie alla nostra vita non possano essere messe assieme in una siringa o in una boccetta per poco tempo.
Certamente ai primordi dell’associazione dei farmaci, nonostante gli ovvi timori iniziali e la logica favorevole, dopo lunghi confronti e discussioni tra colleghi e cattedratici si è proceduto con la massima cautela utilizzando come cavia il sottoscritto e poi dei volontari di sana e robusta costituzione. Visti poi i risultati positivi e la assoluta mancanza di effetti collaterali è stato possibile nell’arco di oltre 40 anni curare con successo oltre 20.000 pazienti affetti da malattie ribelli alle normali terapie o addirittura incurabili. Vedi allegati.

12° concetto: la compliance del paziente: la via orale è certo la meno efficace e l’iniezione intramuscolare è dolorosa a causa del farmaco e non per l’introduzione dell’ago; la via endovenosa è senz’altro la più efficace e permette senza alcun fastidio l’introduzione di maggiori quantità di farmaco.

13 ° concetto: usare solo biofarmaci, nel caso sia necessario associarli, e per evitare alterazioni del Ph e della concentrazione ionica fisiologica. Soltanto in via eccezionale gli xenobiotici (estranei al nostro organismo)

I farmaci più frequentemente utilizzati sono la Solfoadenosilmetionina (ademetionina), i Fosfolipidi, la colina alfoscerato, la Citicolina, la Vitamina C, la Carnetina, il Fruttosio 1,6 difosfato, precursore dell’ ATP
(v. a riguardo interessantissimo ed importantissimo articolo su Le Scienze febbraio 2010 a pag. 88) il Coenzima, gli acidi folico e folinico, il Glutatione ridotto, la vitamina B 12 tutti, repetita iuvant, biofarmaci, cioè sostanze presenti nel nostro corpo. Raramente, in caso di necessità, si aggiunge la Pentossifillina, (non biofarmaco, ma compatibile, e così l’acetilsalicilato di lisina in caso di patologie dolorose) (v. in proposito altro interessantissimo articolo su “Le Scienze”di gennaio 2010: la pentossifillina come neurotrasmettitore nel dolore). Inoltre in quaranta anni di terapia sono stati valutati numerosi altri farmaci e quindi oggi possiamo affermare di aver raggiunto una metodica terapeutica priva di rischi, efficace e spesso preziosa in molte malattie resistenti alle normali terapie.

Ovviamente i farmaci sono da considerarsi come i tasti del pianoforte. Solo lunghi studi e lunga esperienza ci permettono di fare della buona musica, altrimenti si cade nella fastidiosa e dannosa cacofonia. Ma nel caso della Medicina il danno sarebbe ben maggiore

Tirando le somme di questa lunga esperienza si può tranquillamente affermare che quando il medico prescrive un ciclo di Bioterapia Infusionale è più tranquillo di quando prescrive una sola compressa di aspirina, sempre tenendo presente che l’intolleranza ad un farmaco è sempre possibile. E si può tranquillamente ribadire che il
rischio-beneficio terapeutico ed il costo economico–beneficio non potrebbero essere migliori sia eventualmente per il privato che per il S.S.N. (Sistema Sanitario Nazionale, cioè le nostre tasche). In pratica, il privato spende di meno per guarire da molte malattie inguaribili per le quali affronta un lungo calvario di viaggi e di spese, e lo stato spenderebbe allo stesso modo ma offrirebbe a noi tutti una molto, molto migliore qualità della vita.





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